domenica 18 ottobre 2009
venerdì 16 ottobre 2009
Demotopia.net - convegno 20 Novembre 2009
Demotopia.net
Enti promotori
Il convegno a San Salvador
Perché demotopia?
Un testo che bene descrive questa posizione è una citazione da Yochai Benkler “La ricchezza della rete”, dove dice che la posizione da cui muoviamo “non affonda le radici in uno scetticismo teorico sul ruolo dello stato [e delle Regioni e dei Comuni, si può aggiungere], ma in una analisi empirica delle opportunità, delle barriere e delle strategie che possono favorire libertà e sviluppo umani nelle condizioni tecnologiche, economiche e politiche realmente date”.Questo è pertanto un progetto che cerca di rendere possibile un confronto costruttivo tra coloro che hanno a cuore la cosa pubblica. Ma, che cos’è la cosa pubblica?
Che cos’è la cosa pubblica.
Cosa pubblica, per alcuni può anche essere resa con “bene comune”; Benkler parla di “libertà e sviluppo umani”, in ogni caso si fa riferimento a qualcosa di trasversale a tutta la società, a qualcosa che può essere condiviso e diventare di comune interesse. Sembrano affermazioni banali e scontate, ma spesso si ha l’impressione che vengano poste barriere insormontabili tra un gruppo e un altro. Sembra quasi che una parte della società abbia a cuore il bene e un’altra invece il male. Gli interessi contrapposti esistono e parlare di bene comune non significa dimenticare questa realtà, ma il compito di un governo democratico è probabilmente quello di comporre gli interessi nella prospettiva di un orizzonte che li valorizzi e li comprenda. In questi ultimi anni ci siamo spessi detti che la molteplicità e la diversità (di interessi, di culture, di saperi, di fedi, di valori, di posizioni) costituiscono una ricchezza per la società e che la difesa della diversità rende possibile l’individuazione di strade non percorse e di soluzioni inattese a problemi insolubili. Perché oggi la diversità da fastidio e la si ritiene un male?
Come utilizzare le tecnologie di rete per trovare una soluzione ragionevole ai problemi sociali?
Le tecnologie di comunicazione di rete stanno rendendo possibile la creazione di un sistema sociale reticolare, che si sviluppa attraverso aggregazioni di consenso su temi molteplici. La pubblica amministrazione e la politica, che fino ad oggi hanno operato attraverso processi di aggregazione centralizzati e monodirezionali, si trovano spiazzati. La rete stessa si sta però ponendo come un terreno di confronto dove prendono posto esperimenti che cercano un contatto e una contaminazione, con movimenti che procedono nelle due direzioni: ci sono PA che cercano di adottare protocolli comunicativi e partecipativi mutuati dalla rete e ci sono gruppi nati sulla rete che coinvolgono le PA per la soluzione dei problemi che li interessano.
Questo modo di operare corrisponde a quanto citato da Benkler, ossia significa operare “nelle condizioni tecnologiche, economiche e politiche realmente date”. Detto in altri termini, significa vedere in modo positivo il processo di innovazione reso possibile da tecnologie di rete, che uniscono e rendono vicine le persone, che consentono di rendere più intelligente l’uso delle risorse, che consentono di gestire in modo razionale e organicamente strutturato una cultura immensa che abbiamo ricevuto in eredità dalle generazioni che ci hanno preceduto. Utilizzare le tecnologie di rete per comunicare vuol dire avere fiducia nella disponibilità e nell’interesse degli altri di costruire qualcosa insieme.
In un clima sociale dove molte sono le occasioni per perdere di vista l’aspetto collettivo e sociale dei problemi, incentivare i processi di partecipazione significa aumentare il processo di corresponsabilizzazione di tutti i cittadini. Non è, quindi, un progetto di parte, di destra o di sinistra, ma un progetto che nasce da una concezione essenzialmente dialogica della democrazia liberale.
Obiettivo di demotopia è quello di far emergere e far conoscere queste esperienze di contaminazione per cogliere i fattori di successo attraverso “una analisi empirica delle opportunità, delle barriere e delle strategie che possono favorire libertà e sviluppo umani”.
I meetup. Partecipazione e collaborazione
Beppe Grillo ha colto subito le potenzialità di aggregazione dei meetup ed ha creato un sistema di gemmazione in sintonia con il suo piano di espansione di politica/antipolitica. Qual è stata la risposta?
Demotopia si è posta il problema di un confronto con i meetup della Regione veneto cercando un confronto e un dialogo, rispettosa in ogni caso e sotto ogni aspetto delle rispettive competenze e autonomie.
Ma chi sono e che cosa fanno i meetup presenti nella Regione Veneto?
Malgrado i temi su cui si concentrano siano Acqua, Ambiente, Trasporti, Sviluppo ed Energia, i meetup che fanno riferimento al territorio della Regione Veneto finiscono per fare molto di più o per farlo in modo molto diverso.
I diversi meetup presentano una forte connotazione territoriale che si sviluppa in una prospettiva a matrice trans-locale: tutti partono dalla consapevolezza che i problemi li rendono una comunità che non ha confini. Ognuno, però, si “pela le sue gatte”, con rigassificatori, basi militari, traffico e così via. Il loro ideale politico è la Democrazia Diretta. Tutti i meetup organizzano incontri per la costituzione di liste civiche locali. La loro concezione dell’e-democracy è ribaltata rispetto alla concezione che ne hanno tutti gli altri utenti e promotori di processi di e-democracy: la centralità viene data alle persone e alle interazioni faccia a faccia. I meetup si incontrano, in genere in un locale o in un luogo pubblico, dopo le ore 21, discutono di questioni organizzative e poi riportano le discussioni sul sito. Questo viene usato come mezzo di comunicazione di massa libero e come strumento per organizzare petizioni. Essi operano, quindi, con gli strumenti tradizionali della democrazia (riunioni, incontri con alcuni politici disponibili o con portavoce dei sindaci, raccolta firme, sondaggi, volantinaggio, costituzione di associazioni ad hoc e costituzioni di liste civiche locali), cercano un pubblico più largo attraverso l’e-news (da cui comunicano tutto quello che fanno) e praticano l’e-petition.
In che direzione si è mossa la ricerca di demotopia? Quali sono i meetup contattati?
Per ora indichiamo alcuni nomi tra quelli contattati:
“Meetup Veneto”. Si è dato un orizzonte regionale ma forse non vive di motivazioni forti proprie. Non organizza incontri da tempo.
Il meetup di Vicenza è vulcanico. Probabilmente l’affaire Dal Molin ha contribuito a questa evoluzione. Organizzano continuamente petizioni: la trasparenza dei bilanci pubblici, l’oscuramento del blog di Piero Ricca, la concessione del porto d’armi l’attribuzione delle frequenze Wi-Max, etc. La petizione Dal Molin ha raccolto diecimila firme.
Nel meetup “Amici di Beppe Grillo a Chioggia”, gli incontri sono aperti a tutti. Il range dei partecipanti oscilla da un minimo di 4 a un massimo di 18. Organizzano la partecipazione a conferenze o incontri con ospiti/testimoni su temi sociali e d’attualità politica.
Il meetup “Associazione amici di Beppe Grillo di Rovigo” conta 188 iscritti, ha organizzato 70 incontri. Questo meetup ha sperimentato una discussione on-line in giugno utilizzando il servizio Messenger, e a luglio utilizzando il servizio Skype.
I meetup di Padova stanno cercando un dialogo con un assessore appena eletto. Sarà, quindi, interessante seguire le attività dell’Assessorato attraverso le discussioni e le relazioni che compariranno in rete.
e altro ancora.....
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Io partecipo.
Alice Cittonedomenica 11 ottobre 2009
Affinché la nostra salute non finisca nel tritacarne della globalizzazione
venerdì 2 ottobre 2009
Amnistia e ponti di fango
Oggi davvero ho il cervello in tempesta.
Vorrei poter vivere "7 giorni da Dio" per eliminare un pò di feccia, far rinsavire gli Italiani e sostituire la sabbia con cui è cresciuto il nostro paese in cemento armato.
Mentre Messina viene colpita da un crollo annunciato, in parlamento si discute sull'amnistia anche di coloro che hanno permesso questo.....ed io sono sgomenta....ed io mi chiedo dove sono finiti gli uomini di AN, dove è finito Gianfranco Fini, dove è finita la vera destra sociale...come si può permettere questo atto di terrorismo verso il nostro popolo.....come si può dare un pugno in pieno viso ai tanti onesti ed a quei tanti che ora navigano nel fango in cerca di un familiare o un amico.
Scudo fiscale, chiamiamolo con il vero nome, si chiama Amnistia di delinquenti, proprio come l'indulto tanto condannato proprio da noi gente di Destra, proprio da quella Lega che ora dice " va bene così".
Certo, riflettendo, è un ottimo modo per riportare denaro che arricchisce altri paesi a casa! Certo questa volta pagheranno solo il 5% di tasse (mentre io pagherò il 48%), ma dal prossimo anno ci pagheranno le tasse come tutti.
Certo faranno comodo per salvare un ipotetico fallimento o licenziamenti vari.
Certo saranno investiti nel nostro paese arricchendo il nostro, ma.....a che prezzo!
Iniziamo dall'ingiustizia e dall'incongruenza della proposta.
Io pago le tasse, sono onesta e mi ritrovo col cappio alla gola da giugno a novembre perchè le tasse mi portano via quel poco che avevo messo da parte lavorando 10 ore al giorno.
Lui evade le tasse, mette quei soldi sotto il materasso e li fa girare comunque nel suo paese, facendo girare comunque l'economia.
Io resto a secco e se per errore ritardo il pagamento o sbaglio una virgola ho di quelle beghe o multe che me le ricordo a vita.
Lui se viene beccato paga na bella multa e finisce in galera....
Loro...gli evasori, quelli che portano i soldi all'estero...quelli che arricchiscono altri paesi, quelli che ci impoveriscono...quelli che fanno i soldi con la droga, con le armi, con la prostituzione e COSTRUENDO CITTA' SUL FANGO , CON LA SABBIA E DOVE NON SI PUO'.........
LORO SE LA CAVANO LASCIANDO UN OBOLO DEL 5%
Okei...allora quest'anno anche io voglio pagare solo il 5% di tasse sul mio fatturato e penso che l'evasore che tiene i soldi sotto il materasso abbia diritto a un condono pagando solo il 5% di quello che ha evaso.
Così andiamo in rovina , lo so.... ma non posso accettare IO ONESTA CITTADINA di vedere avvantaggiare, poi in questo periodo di crisi dove tutto quello che entra esce in tasse, bollette, affitti e conguagli....... che uno stronzo evasore, probabilmente mafioso, sicuramente delinquente se la cavi così...senza nemmeno una notte in gattabuia, o un mese ai lavori sociali o una tassa vitalizio di 20 anni di 4mila euro :) oltre alle normali tasse......
La cosa mi schifa ancor di più pensando che L'Aquila, Messina, l'Irpinia .... o i paesi ai piedi dell'Etna e del Vesuvio o del Po.... sono finiti distrutti, allagati; divenuti cimiteri di esseri umani a causa di questi delinquenti che fottendo l'Italia e gli Italiani costruivano muri di cartone e portavano i ricavati della loro disonestà nei paradisi fiscali .....
Voglio i colpevoli , voglio i nomi di coloro che ci obbligano oggi e ci obbligheranno domani a vedere il nostro Bel Paese finire sotto il fango e le macerie....ma soprattutto pretendo che non si permetta che se la cavino con lo Scudo fiscale del 5%....almeno almeno il 30%, ma soprattutto l'obbligo di spiegare da dove arriva quel denaro e la possibilità di perseguirli ....
Dite che così quei soldi non torneranno....
CHI SE NE FREGA.... perseguiamo chi ha il conto all'estero....siamo mica fessi, lo sappiamo tutti chi sono...sicuramente non chi paga le tasse!
Alice che vorrebbe che gli ex AN, ora Pdl recuperassero la testa che hanno scordato sul comodino

per concludere vi invito a leggere l'articolo contenuto in questo link, scritto dal collega di un'amica di internet
venerdì 28 agosto 2009
Il web è ancora un tabù in Italia
Due articoli in due giorni, uno per definire Second Life ormai morto, l'altro per correggere il tiro, dopo aver letto la risposta del popolo di SL Italiano, capendo che non è SL ad essere morta, ma è la Sl italiana che è morta o pare tale.
L'articolo "Second Life è morta, solamente in Italia" esprime in modo corretto e dettagliato il pensiero comune di noi "addetti ai lavori" che in questa piattaforma crediamo e molto.
Non sto quindi a ripetermi, perchè leggendo l'articolo potrete capire come mai concordo col titolo di questo articolo.
Ma andando Oltre, uscendo da Sl e parlando di WEB in generale purtoppo il discorso non cambia, non muta, non migliora.
Purtoppo non è solo SL , non sono solo i mondi virtuali he in Italia non funzionano, ma è il concetto stesso di Internet che fa fatica ad approdare, a farsi strada a divenire NORMALE.
Primo dei problemi è il fatto che ancora l'Italia non è completamente digitalizzata, esistono intere regioni (vedi la basilicata) dove l'ADSL ancora non esiste e la copertura comunque non è sufficiente nemmeno nel resto d'Italia, oltre al fatto che i costi sono ancora troppo elevati per far si che tutti abbiano una connessione Internet come tutti invece hanno il telefonino.
Un altro grande problema è che le istituzioni, la scuola, la pubblica amministrazione (lo Stato) non conosce il mezzo e non si attiva per impararlo e utilizzarlo e poi spende 60milioni di euro per creare un portale che non è nemmeno in gradi di far conoscere e fallisce, quando avrebbe potuto offrire un servizio utile e migliore con molti molti meno soldi NOSTRI.
Noi italiani non parliamo Inglese e non usiamo Internet, ma non c'è da vantarsi di ciò perchè, pur volendo mantenere alti i nostri valori e conservare la nostra italianità così rischieremo di rimanere gli unici fuori dal mondo e di conseguenza di isolarci e perdere le opportunitòà che ci si presentano.
Il web è utile dal punto di vista sociale, economico, culturale, progettuale e politico.
La popolazione mondiale sul web è sempre maggiore e la nuova generazione italiana lo sa, ma ..... chi ancora decide per noi, chi ancora sviluppa, crea e progetta il nostro futuro non è nemmeno capace di accendere un PC e, se lo è, sa soltanto usare Office e la posta elettronica.
L'utilità di mezzi come Sl è completamente sconosciuta ai più, e mentre 250 università nel mondo tengono corsi e fanno sperimentazione utilizzando questa piattaforma, noi ancora usiamo le lavagne luminose e neanche queste.
Mentre numerose No profit ed associazioni mediche danno informazioni, consulti, supporto e tengono conferenze ed aggiornamenti, noi continuiamo a organizzare pomposi congressi costosissimi dove il 90% dei partecipanti viene più per farsi una vacanza che per ascoltare realmente le novità presenti nel campo medico e umanitario.
Mentre Barak Obama si avvicina agli americani attraverso l'uso del web e l'ascolto e lo scambio di opinioni, noi facciamo una legge che vieta di esprimere il proprio pensiero pena 25mila euro di multa.
Il valore delle tradizioni.... lo perderemo perchè il mondo ci cerca sul web e noi li non ci siamo.
La nostra storia, la nostra cultura, i nostri vini e le nostre splendide Città .... è assurdo ed incredibile scoprire che su Sl, a parte rarissime persone, le splendide città Italiane vengono ricreate e fatte conoscere da Americani, Francesi ...... e non da noi......
Le potenzialità del web, di Sl, di internet sono numerose ed aprono strade nuove, investimenti nuovi, la via per uscire dalla crisi, ma anche per essere al passo col resto del mondo..... ma qui da noi è tutto ancora un Tabù e sei pervertito o fallito se investi tempo, energia, studio in questo mezzo....
Eppure, come dice un amico di SL :
"da sempre l'uomo a volte si isola completamente, anche per giornate intere, in mondi di fantasia.
questo a volte viene chiamato "essere appassionati di Letteratura / Cinema / Poesia" e al giorno d'oggi nessuno la ritiene una cosa strana: se pero' fai la stessa cosa al computer, usando un software che simula un ambiente in tre dimensioni, allora "stai vivendo una seconda vita" e "rischi di perdere il contatto con la realta'"
venerdì 14 agosto 2009
Ho cambiato residenza...non conosco il dialetto
Sono 6 mesi ormai che ho cambiato residenza.
Mi sono innamorata di un Veneto...Veronese... la diceria che son tutti violenti, fascisti e cattivi non è poi così vera ^^ pensa che razza di credulonerie ci sono tra regioni diverse :)
Per alcune cose è stata immediata la percezione di benessere cambiando da Torino a Verona, densità popolazione nettamente inferiore...poco traffico, uffici efficienti... un senso maggiore di sicurezza....
Qualcosa però mi ha fatta sentire straniera a casa mia...dove per casa mia intendo l'Italia, che per me resta un'unica nazione , tant'è che quando mi dicono "se devi parlare male di .... evita di andarci in vacanza"... purtoppo di molte città italiane si può parlare male, malissimo...non per questo smetterò di viverle...
Ad ogni modo, straniera in casa mia.... per un fattore incredibile che non avevo mai riscontrato, se non 15 anni fa quando andai a Catanzaro.
Chiunque, dal vigile alla commessa, benzinaio, postino, paziente, barista.... ovunque e chiunque parla in dialetto e potete ben capire che una torinese ha le sue difficoltà a comprendere cosa le si dica.... mai imparato nemmeno il Piemontese, eppure...non credo di rinnegare le tradizioni, chi è di generazioni piemontesi continua a parlarlo e a capirlo...io qualche parola la ho imparata col tempo, ma in una città come Torino dove si parlano lingue diverse e numerossissimi dialetti dal veneto al calabrese.... diviene normale parlare italiano, senza troppe generosità dialettali.
Ora mi ritrovo in un territorio dove per il semplice fatto che non capisco il dialetto mi si chiede se sono straniera, semplicemente perchè non ho cadenze e ho poco accento...mi si guarda di storto e mi si chiede " sei straniera?"
Eppure la mia bassa statura, il capello scuro, la carnagione mediterranea non pensavo dessero dubbi.... forse qualche volta mi è stato chiesto (in vacanza all'estero) se fossi francese, sarà per il nasino...ma
Be mi son sentita per un momento ghettizzata...non conosci il dialetto sei fuori...non comprendi una battuta, nn sai se ti stanno informando su qualcosa.... straniera in casa tua e quando lo dici.... è piu forte di loro, alla 3 parola tornano a parlarti in dialetto!!!
Ecco ora viene fuori sta buffonata, e mi consenta Sig Calderoli, una buffonata.... di rendere obbligatorio imparare il dialetto a scuola... e mi dica, chi come me si trasferisce a 30 anni per amore, che deve fare? un corso per avere la residenza ??
In Italia si deve saper tutti parlare italiano...con cadenze, accenti o piccole uscite dialettali...ma Italiano... che io sia costretta a imparare il Veneto per potermi inserire in un luogo di lavoro o di informazione lo trovo medievale, non far sopravvivere le origini.
Le origini sopravvivono da sole...ci sarà sempre il ragazzo che impara il dialetto dal nonno, cosi come ci deve essere sempre chi parla 4 lingue e nn conosce il suo dialetto....
Siamo passati da qualcosa che responsabilizza i cittadini, come il federalismo fiscale...a far diventare l'Italia un enorme Palio di Siena dove le contrade si sfidano sfoggiando loghi, modi di dire, cibo e feste?
Ma daiiii........
Devo confessare che ho vissuto 30 anni in una città che ...bernhè abbia conosciuto la monarchia e la rivoluzione...sia vissuta sotto la seconda monarchia di Agnelli e dell'impero Fiat.... anche se ha vissuto gli anni di piombo e le guerre dei tossici.... ho imparato che ci si amalgama bene se ognuno fa il suo.... a Torino sei un terrone e un negro finchè non dimostri che sei semplicemente un uomo come tanti che vive lavora e non ruba...e diventi un torinese....
Bene ho come l'impressione che a Verona sarò sempre una di fuori...la straniera che nn parla dialetti e non ha accenti..... uff....
Tutto ciò per ...per dire che a volte mi trovo molto vicina a certi pensieri leghisti, ma infondo italiani...come il proteggere i nostri vini e formaggi da quelle false imitazioni senza latte ne uva......come il volere che a scuola i docenti conoscano la storia della regione citta in cui insegnano, ma soprattutto che sappiano l'italiano...perchè io il prof di informatica alla statale non lo dimenticherò mai ... nn ha mai azzeccato un congiuntivo , ma nn ha mai azzeccato un verbo, c'era il libro su di lui a scuola...noi studenti ignoranti ci accorgevamo della sua ignoranza
Ma con il pretendere una istruzuione seria e preparata a la salvaguardia delle nostre risorse : alimenti, cucina, moda.... non penso sia corretto ridividere questa già tanto divisa Italia...
Guarda solo cosa non siamo pronti a dirci a una partita di calcio...e non parliamo delle rivalità tipiche tra vicine.... un esempio a me caro Torino MIlano .....
L'inno regionale, la bandiera...non scherziamo....
Ogni volta che alla tv fanno l'inno mi vengono le lacrime di emozione, mi sento fiera di ciò che siamo, come lo siamo divenuti...anche spargendo sangue, anche combattendo a fianco alle persone sbagliate, anche sbagliando troppo.....
Non voglio sventolare la bandiera piemontese e nn immagino l'orrore di un inno con il nostro dialetto cosi brutto , con un accento cosi bla.....
Sono fiera di essere nata e cresciuta nella favolosa Torino.... di essere di fede bianconera e di votare a dx...quale italiana tra 60milioni di Italiani....


